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Dark Resurrection sulla Stampa-
09 - 08 - 2005 |
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Totalmente inaspettato,
è apparso sulla stampa di Domenica
7 agosto un corposo articolo sul nostro
progetto. Seppur non privo di inesattezze,
l'articolo è davvero ricco e persino
troppo colmo di particolari. Siamo entusiasti
di aver richiamato tanta attenzione e cogliamo
l'occasione
per ringraziare chi si è occupato
dell'articolo, il quale sembra aver navigato
il nostro sito ed i relativi link in maniera
davvero approfondita. |
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Navi fra le stelle -
05 - 08 - 2005 |
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Una delle sequenze
più complesse in quanto a gestione
hardware è quella in cui una squadriglia
di caccia imperiali TIE Defender fa un giro
di perlustrazione attorno allo Star Destroyer
per dimostrare la potenza bellica dislocata
nei pressi del sistema di Eron.
La scena consta
per l'appunto di uno Star Destroyer, una
squadriglia formata da cinque TIE
Defender e una da tre TIE Interceptor.
In termini puramente tecnici è costituita da circa 1.000.000 di poligoni, 124 sorgenti luminose, 86 materiali, 34 oggetti, 14 immagini bitmap.
Essa è
sviluppata attraverso una sequenza di
400 fotogrammi distribuiti tra tre telecamere,
che alla stregue di una staffetta si susseguono
durante tutta la sequenza senza
stacchi di inquadratura, fino
a mostrare i protagonisti all'interno
del ponte di comando. |
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Backstage 2 -
30 - 07 - 2005 |
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Abbiamo aggiunto altre immagini tratte dai "fuori scena " della produzione del film.
Questa volta vi mostriamo qualche foto degli esterni ed una selezione che ricrea l'atmosfera presente sul set.
ecco il link diretto alla pagina
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Genesi di una Plancia -
30 - 07 - 2005 |
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Alcune delle inquadrature fondamentali dello script prevedevano l'interno dello star destroyer "Revenge". I modelli 3d già disponibili non ci soddisfacevano per il look, che volevamo diverso, e per l'impatto visivo. Il nostro esperto di 3d Davide Bigazzi ha creato da zero la plancia, ecco un grab della finestra di lavoro ed un suo commento:
"Sebbene il ponte dello « Star Destroyer » imperiale riprenda le linee base di quello originale, ho voluto costituire una struttura che fosse più moderna, visto che la storia è collocata nel futuro rispetto alla trilogia classica. Oltre a superfici più pulite e riflettenti la strumentazione del ponte di comando non è situata ad un livello inferiore: scelta che non condividevamo. Sotto il suolo costituito da pannelli di plexiglas, sono invece presenti convettori energetici che costituiscono un sofisticato sistema di protezione per il ponte stesso.
La struttura poligonale dell'oggetto come si evince dallo schermo di lavoro di LightWave è stata realizzata al fine di ottenere un compromesso tra dettaglio poligonale e ottimizzazione in fase di calcolo. "
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Creature -
25 - 07 - 2005 |
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Roberto Rosa, è il nuovo membro dello staff della L.O.I. Ha creato ed animato una creatura che andrà ad abitare i cieli blu e la fitta boscaglia di Akhiah, il verdeggiante pianeta in cui si è insediato l'ordine Jedi di Dark Resurrection. I disegni orginali, ispirati da alcuni schizzi preparatori di Repubblic Commando, rielaborati dal fumettista e grafico Diego Lupano sono stati egregiamente interpretati da Roberto, che vi ha infuso vitalità e carattere.
Fra qualche giorno sarà possibile scaricare una breve animazione.
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Desktop -
22 - 07 - 2005 |
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Abbiamo preparato per voi due desktop tratti direttamente dai frame del film. La risoluzione è 1024x768. Cliccate qui per raggiungere la pagina.
Aggiorneremo la sezione con frequenza
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Online -
18 - 07 - 2005 |
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Siamo al lavoro su questo film già da un anno. Tramite queste pagine vi aggiorneremo sull'andamento delle riprese e sulla fase di post produzione. VI consigliamo la navigazione su tutti i link che vedete, in particolare le FAQ, dove parliamo di ogni punto importante che riguarda il film, e le numerose immagini linkate sulla colonna di destra.
Contattateci, tenteremo di rispondere a tutte le vostre domande.
Buona navigazione. |
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Mondi Virtuali -
09 - 07 - 2005 |
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Come inizia una cosa del genere? da dove origina l'idea e l'energia per coinvolgere tante persone e portare a compimento l'opera? Non si tratta solo di volontà, senza una previsualizzazione del mondo che volevamo raccontare DR non avrebbe convinto nessuno. Per credere hanno dovuto vedere, e Davide Bigazzi, con i suoi lavori 3d li ha convinti eccome. Da questo momento sono online i primi di questi lavori. Cliccate sul link qui a destra CONCEPT ART. Buona visione.
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Visioni
-
08 - 07 - 2005 |
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Aggiornata la sezione FRAME con qualche estratto dall'ultima sequenza ultimata.
Potrete ammirare la nostra protagonista in una situazione... difficile. |
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La
Genesi 3d -
07 - 07 - 2005 |
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Durante la primavera del
2004 presero forma le prime idee che diedero vita
a questo cortometraggio.
Nei mesi che seguirono furono sviluppati i diversi
set virtuali, nei quali si sarebbero svolte le
scene principali previste dalla sceneggiatura.
Di fatto, gli schizzi di previsualizzazione e
i primi test in CG furono fonte d’ispirazione
per ulteriori sviluppi dello script.
La fase di pre produzione è stata fondamentale
per stabilire che tipo d’effetti visivi
si potevano sviluppare in 3D ed in compositing,
e conseguentemente la natura delle sequenze durante
le riprese.
Sebbene inizialmente parte dei set esterni fossero
interamente in CG, a causa dell’impossibilità
di acquisire risultati sufficientemente realistici,
ci siamo orientati verso un approccio ibrido,
realizzando dove possibile riprese in location
reali, le quali in fase di compositing sarebbero
state completate con elementi in 3D.
Oltre ad una valenza puramente tecnica, la fase
di previsualizzazione ci consentì di stabilire
il tipo di budget d’affrontare per portare
a termine la produzione. Inoltre grazie al materiale
realizzato fino a quel momento, che oltre a set
virtuali includeva anche navi spaziali in varie
sequenze animate, siamo riusciti a coinvolgere
tutti quelli che tra attori e coreografi fanno
ora parte dello staff.
Ogni mezzo spaziale è stato disegnato e
modellato da zero ad esclusione della nave imperiale
Super Star Destroyer e dei caccia TIE DEFENDER
che hanno comunque subito un restiling per quel
che concerne l'aspetto delle superfici, al fine
di conferirgli un aspetto più metallico
e più ricco di dettagli rispetto ai modelli
originali.
Le navi Otana e Sith Infiltrator” sono invece
modelli proprietari ispirati a quelli originali
ad eccezione delle rispettive cabine di pilotaggio
totalmente inventate.
Il ponte, per le sequenze in interni dello Star
Destroyer è solo in parte ispirato a quello
della saga di Lucas, difatti si differenzia per
la disposizione della strumentazione del ponte
di comando e soprattutto per il look più
avveniristico caratterizzato da superfici dall’aspetto
più riflettente.
I complessi architettonici cha appaiono nella
prima parte del film sono rispettivamente il tempio
Sith (caratterizzato da uno stile misto tra moderno
e mediorientale), con la cripta situata nei suoi
sotterranei, ed alcune piramidi a gradoni ispirate
a quella di Chichén Itzá”
nello Yucatan.
Teris e la sua luna, con Eron, Seputep ed Akhiah
il pianeta dei Jedi, sono alcuni dei mondi dove
si intrecciano i destini dei protagonisti dell’avventura.Tutti
gli elementi in 3D sono stati realizzati con l’ausilio
di Lightwave 3D della NewTek, alcuni di questi,
molto complessi, sono costituiti da un numero
di poligoni molto elevato necessario in inquadrature
molto ravvicinate.
Le superfici sono state create impiegando sia
mappature fotografiche ad alta risoluzione, che
texture procedurali. Teris per esempio, il pianeta
più complesso dal punto di vista dei materiali,
è formato da diversi strati di poligoni:
uno per la superficie, due per le nubi, uno per
l’atmosfera, ed infine un altro per la ionosfera.
I diversi canali che ne costituiscono il terreno
(colore, specularità, luminosità
e bump) sono composti ognuno da ben venti strati
di mappature tra procedurali e bitmap, disegnate
prima con AutoCad e successivamente rielaborate
con Photoshop.
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disegnato da Atilak
Impaginazione a cura di Davide Canavero
Aggiornamento e Redazione a cura di Marcella
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Versione inglese a cura di Fabrizio Cardone
e Giacomo Persi Paoli
Versione spagnola a cura di Diego
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